Progetto San Siro: terremoto VAS

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“La valutazione dimezzata”, scrive giustamente il Corriere:

https://drive.google.com/file/d/1R-bEyH6rPjRABKbbECYSkTs_HwrCQVco/view?usp=sharing

Cosa significa? Seguite con attenzione.


Ecco i dettagli.

Il Piano Attuativo di trasformazione dell’intera “GFU San Siro”, area venduta dal Comune insieme allo stadio Meazza ai fondi proprietari di Inter e Milan, è sottoposto a Valutazione
Ambientale Strategica (VAS). Inizialmente qualcuno aveva ipotizzato (sperato?) che la Legge-Stadi consentisse ai club di evitare la VAS; invece siamo riusciti a garantire l’obbligo di rispettare leggi e norme ambientali.

Secondo le indicazioni di legge, la procedura VAS deve
assolvere tre funzioni fondamentali di pubblico interesse, di seguito gerarchicamente indicate e consequenziali:

1) obbligare il proponente a documentare pubblicamente (non
più al chiuso di trattative private) IL PROGETTO NEL SUO INSIEME: l’impatto complessivo del Piano Attuativo e le sue conseguenze su viabilità, aria, rumore, carico territoriale, sulla città e i suoi abitanti;
2) obbligare il proponente a indicare contestualmente TUTTE le misure previste di mitigazione e compensazione ambientale da
realizzare a livello locale;
3) consentire a cittadini e associazioni di prendere visione del
progetto per presentare Osservazioni, e agli Enti di controllo di svolgere il proprio lavoro, ovvero valutare l’ammissibilità ambientale del progetto nel suo insieme.

Cosa sta accadendo invece?

Aperto il procedimento VAS, i fondi proprietari di Inter e
Milan hanno presentato due distinte fasi operative del Piano Attuativo, temporalmente successive: il primo stralcio prevede il rifacimento del tunnel Patroclo e la costruzione del nuovo stadio; il secondo stralcio prevede la demolizione del Meazza e la costruzione di una dozzina di edifici per alberghi, commercio e uffici; il tutto in circa 10 anni di lavori.

Nulla di strano, per un’area di tali dimensioni, la previsione di procedere in più fasi operative: anche perché vi è la necessità di mantenere operativo almeno uno stadio. Il fatto grave e anomalo è un altro: il procedimento VAS in corso non sta valutando l’intero
progetto, bensì solo una parte di esso, corrispondente al primo stralcio (costruzione del nuovo stadio e Tunnel Patroclo), rinviando il resto ad una fase successiva.

Eppure la Direttiva Europea 2001/42/CE recepita dal D.Lgs. 152/2006 è chiara: prevede che un progetto di trasformazione di tali dimensioni sia sottoposto in modo complessivo e unitario
alla VAS indipendentemente dalle singole fasi operative di attuazione, per consentire agli Enti di controllo di valutare nel complesso i suoi effetti diretti, indiretti, cumulativi e di lungo
periodo sull’ambiente, sul clima, sulla salute umana, sulla popolazione e sulla mobilità legati ad un progetto di trasformazione urbana di simili dimensioni, in coerenza con i
principi di prevenzione, precauzione e sviluppo sostenibile.

ARPA Lombardia lo ha ribadito in modo chiaro e categorico già nel giugno 2026, quando i club presentarono il primo Documento: “L’articolazione del Piano in due stralci funzionali introduce un rischio di frammentazione della VAS.

Il rinvio delle valutazioni dello Stralcio 2 alla fase progettuale successiva pregiudica la corretta stima degli effetti cumulativi complessivi dell’intervento. Tale carenza metodologica è ritenuta critica per le componenti viabilità, atmosfera, rumore e carico urbanistico, che richiedono un approccio valutativo necessariamente unitario.”

Chiaro, no?

Ma nonostante tali osservazioni, il successivo Rapporto Ambientale presentato a settembre 2026 dai club, mantiene la stessa impostazione.

Scrivono infatti i proponenti: “Come già evidenziato, il Piano Attuativo demanda ad un approfondimento progettuale successivo la progettazione dello stralcio 2. Nell’approccio metodologico utilizzato, la VAS è considerata come processo dinamico e, quindi, migliorativo con possibili ottimizzazioni degli strumenti anche in funzione del monitoraggio e delle future
valutazioni di “eventuali alternative” nelle successive fasi attuative pianificatorie e progettuali degli interventi, o nello studio di eventuali misure mitigative o compensative.
”


Passiamo dalle “negoziazioni creative” per la vendita del Meazza alla “VAS dinamica” per ottenere rapidamente il via libera alla demolizione del Tunnel Patroclo e la costruzione del nuovo stadio. Il resto si vedrà, scrivono i club, “nelle successive fasi attuative pianificatorie e progettuali degli interventi, o nello studio di eventuali misure mitigative o compensative”, magari utilizzando i crediti di carbonio per piantare alberi in Amazzonia, come previsto in convenzione e incredibilmente deliberato da Giunta e Consiglio comunale.

Ricordate le tre funzioni fondamentali della VAS precedentemente elencate?
Il venir meno della prima (= presentazione di un progetto
complessivo e del suo impatto ambientale generale), rende impraticabili le altre due, ovvero una valutazione complessiva dell’ammissibilità ambientale del progetto e la presentazione di osservazioni tese a migliorarlo nel suo complesso.

Attenzione: la necessità – richiamata da ARPA – di presentare un Piano Attuativo complessivo e unitario da sottoporre a VAS, è essenziale non solo per valutare tutti gli effetti del progetto e le misure di compensazione previste, ma anche per consentire il
confronto con possibili soluzioni alternative al progetto presentato, inclusa la cosiddetta “Opzione Zero”, ovvero lo scenario di non attuazione dell’intervento.

Cosa fare per garantire che nel procedimento VAS venga presentato un documento urbanistico unitario e completo del Piano Attuativo GFU San Siro, per consentire agli enti competenti, alle associazioni ed ai cittadini di valutare ed esprimersi sul progetto complessivo e sui suoi impatti come prevede la legge, indipendente dalle diverse fasi di attuazione del Piano?

1) Già inviata una formale richiesta a tutte le autorità pubbliche coinvolte nella VAS affinchè, in mancanza di un Piano Attuativo unitario comprendente entrambi gli Stralci Funzionali 1 e 2 (indispensabile per consentire la corretta stima degli effetti cumulativi complessivi dell’intervento), procedano a sospendere i termini del procedimento VAS in corso.
2) Analoga comunicazione è stata trasmessa da un importante studio legale. Esistono robuste motivazioni a sostegno di questa richiesta.
3) Il tema sarà affrontato nel Forum Pubblico sulla VAS di martedì 6 ottobre prossimo, appuntamento ormai svuotato di peso per le ragioni descritte.

Ma è necessario muoversi su vari livelli per pretendere e ottenere il ripristino di una corretta procedura VAS a garanzia di Enti, Associazioni e cittadini per consentire un’adeguata conoscenza e valutazione di un progetto destinato – se venisse realizzato – a
cambiare radicalmente il territorio dell’Ovest milanese.


Come sempre, SIAMO CONVINTI CHE SIA INDISPENSABILE condividere informazioni e azioni con cittadini e associazioni, in modo tale da muoverci insieme verso un obiettivo comune.


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