Strana città, Milano.
San Siro ha compiuto 100 anni. Nessuna celebrazione istituzionale, nessun tributo degno di un luogo che ha ospitato un secolo di sport, cultura e memoria collettiva.
Strana città, Milano, che si prepara ad abbattere un pezzo della propria storia non perché sia inevitabile, ma perché il vero progetto non è lo stadio. Lo stadio è ormai solo il pretesto. Il progetto sono gli uffici, gli hotel, le torri, i volumi da costruire.
E così un simbolo che ha attraversato generazioni viene trattato come un ostacolo da rimuovere, mentre il cemento viene presentato come progresso.
A cent’anni dalla sua nascita, il regalo di Milano a San Siro sembra essere questo: dimenticare ciò che ha rappresentato per fare spazio a ciò che renderà di più.

Una volta abbattuta la quasi totalità della struttura storica, ci sarà un distretto terziario composto da nove edifici principali con un’altezza variabile tra 5 e 17 piani, affiancati da quattro volumi più bassi. I quattro scenari insediativi contenuti nel testo non rappresentano ancora un progetto architettonico definitivo, ma servono a stimare l’impatto urbanistico e ambientale a parità di volumetrie complessive. I dati confermano la totale assenza di edilizia residenziale: i fabbricati saranno destinati esclusivamente ad attività direzionali, commerciali e strutture ricettive.
Il nuovo stadio, firmato dagli studi Foster + Partners e Manica, sorgerà in una posizione più occidentale rispetto a quella attuale, a ridosso di via Federico Tesio. L’impianto avrà una capienza indicativa di 71.500 posti, dei quali oltre 13mila riservati alla tipologia premium. Dell’attuale Meazza sopravviverà una porzione pari a circa il 25% dell’impronta a terra, concentrata nella sezione sud-est verso piazza Axum e l’ex ippodromo del Trotto.
La struttura residua, sagomata a “L” e ricavata da porzioni dei settori blu e arancione privati del terzo anello, sarà convertita a nuove funzioni urbane. La riorganizzazione della viabilità di zona ruota attorno allo spostamento e alla ricostruzione del tunnel Patroclo, passaggio infrastrutturale indispensabile per consentire il cantiere del nuovo stadio e l’accesso ai parcheggi sotterranei.

Uffici, hotel e aziende con palazzoni da 17 piani: come sarà il nuovo San Siro
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