GRAZIE Luigi Corbani per questa efficace sintesi della vicenda San Siro.
Ci sono atti, decisioni, comportamenti e scelte che meritano di essere divulgate, ricordate, valutate.
Perché riguardano questioni di rilevante interesse pubblico, che coinvolgono beni e risorse appartenenti alla collettività. E svelano alcune modalità di esercitare il ruolo di amministratore pubblico.
Leggete con particolare attenzione la nota finale (N.B.): rivela come – e con chi – sono state costruite le delibere per avviare la vendita del bene pubblico Meazza ai fondi fondi privati.

“40 milioni spariti. Con grande rullo i tamburi il 22 dicembre 2022 in Consiglio Comunale venne approvato, presente il Sala, un ordine del giorno a firma di Filippo Barberis, Bruno Ceccarelli, Giulia Pastorella, Marco Mazzei. Quell’ordine del giorno doveva integrare le conclusioni del truffaldino “dibattito pubblico” (costato al Comune, ovvero ai contribuenti, 350.000 euro) che era stato fatto per avallare il “sacco di San Siro” progettato delle due società con la fattiva collaborazione del marchese Sala del Grillo.
Su quell’ordine del giorno si ruppe la maggioranza: tre del PD, tre verdi, due della lista Sala e uno di una lista collegata a Sala non lo votarono. Si formò una “maggioranza Sala(Scaroni/De Cesaris poiché votarono 23 del PD e di Azione/Italia Viva più due di Forza Italia e 2 della lista Bernardo. In quel documento si diceva, fra ì’altro, di “destinare una quota pari almeno a 40 milioni di euro, reperita attraverso una definizione di oneri di urbanizzazione, il contributo sul costo di costruzione e gli extraoneri concordati con le Società, per dare attuazione a progetti ricadenti sui quartieri limitrofi”.
Questo impegno venne ribadito anche con una delibera di Giunta n. 28 del 19 gennaio 2023. Non solo, nella delibera di “svendita” del 29 settembre 2025 si fa riferimento a quel preciso punto: 40 milioni per le aree limitrofe. “L’operazione porterà vantaggi al quartiere delle case popolari San Siro,” dicevano per indorare il “sacco di San Siro” (281.000 mq. di aree pubbliche compreso lo Stadio Meazza). Dei 40 milioni non vi è traccia nel rogito del notaio Zabban (il trustee di Sala nella società Finalter) del 5 novembre 2025 , nello schema di convenzione attuativa e nella relazione economica di fattibilità, presentati tra marzo e maggio 2026 dalla “Stadio San Siro spa” al Comune di Milano. Sono spariti i 40 milioni per i quartieri limitrofi. Anzi, il Comune ha fatto lo sconto di 22 milioni sul prezzo come fossimo al supermercato con i punti fedeltà, e ha accettato che tutti gli oneri di urbanizzazione siano destinati nell’area della Grande Funzione Urbana San Siro, utilizzati anche per rifare il tunnel Patroclo come voluto dai fondi, perché loro vogliono costruire sul tunnel Patroclo esistente e pienamente funzionante, che quindi deve essere spostato con i soldi del contribuente. Che cosa pensare di un Sindaco e di una coalizione (con Forza Italia) che non mantengono i loro impegni? Che cosa pensare di un sindaco e di una coalizione (con Forza Italia) che a tutti i costi vuole fare una operazione solo per il profitto dei fondi americani e canadesi?
N.B. Tancredi, l’’assessore alla “Rigenerazione urbana” diede il parere favorevole della Giunta a quell’ordine del giorno. Si venne poi a sapere che quel parere faceva parte di una sceneggiata del “sistema Milano” , poiché il Tancredi aveva concordato l’odg con Barberis (capogruppo del PD), Ceccarelli (presidente PD della commissione consiliare “Rigenerazione urbana”), con il Malangone (direttore generale del Comune) , con Bonomi (advisor del Milan) e con Mark Van Huusksloot , (dirigente dell’Inter). E l’odg doveva essere fatto “prima che lo faccia Monguzzi e prima della delibera di Giunta” Scrive Tancredi a Malangone: “Lui (Barberis) vorrebbe far esprimere il Consiglio su alcune richieste aggiuntive alle squadre, ma vorrebbe concordarle”. Il Tancredi qualche tempo dopo, scrive a Malangone: “Barberis Ceccarelli hanno testo odg pronto per fine questa settimana, ma i tempi dell’odg, per ricompattare il più possibile la maggioranza, non riescono a presentarlo prima del 15. Se passa direi di deliberare entro il 31 o i primi di gennaio” “In effetti i tempi della delibera devono essere credibili rispetto al recepimento delle squadre dell’odg”. La maggioranza non l’hanno ricompattata, ma si sono salvati con Forza Italia e il gruppo Bernardo.
Il Biondo, Mercoledì 26 agosto 2026″

