- “Zona Rossa ai concerti?!” ci ha detto la viceseindaca e candidata 2027, Scavuzzo…. prontamente smentita dai cittadini!
- Polizia in moto presente fino alle 20 circa e infatti la situazione era caotica per il traffico ma non critica per i parcheggi. POI come sempre “liberi tutti” e i video lo dimostrano
- web fuori uso nella zona rossa dalle 20 alle 23.45, come già denunciato l’anno scorso
- rumore quest’anno oltre la soglia, si sentiva da P.le Siena

«Ippodromo mai più», brutta gatta da pelare | Mi-Tomorrow
PERCHE’ ancora una volta accade tutto questo?
Non è purtroppo incapacità come molti pensavano ma è l’eterna illusione della Giunta milanese e della coordinatrice di questo disastro, vicesindaca Scavuzzo (e pensate anche candidata futura sindaca 2027..pensate un pò!) di saper gestire i grandi eventi perché “tanto siamo Milano”.
Poi basta una sera all’Ippodromo La Maura per ricordarci che il modello è sempre lo stesso: grandi numeri, grande hype… e organizzazione che arranca appena la realtà supera la brochure (dove sono finite le pattuglie in moto della Polizia dopo le 20?!).
Code infinite, navette inesistenti, parchetti esterni inesistenti, trasporti sotto stress, servizi insufficienti, nessuno stewart sul territorio, nessuno che impediva il parcheggio selvaggio anche sotto il naso delle pattuglie ai varchi: non è l’eccezione, è il format.
Eppure la vicesindaca Scavuzzo ha pochi giorni va in commissione dichiarato che il piano anticaos aveva funzionato e non si cambiava nulla. L’arroganza dell’ignoranza: ignora quello che accade!
E ogni volta si riparte con lo stesso copione, come se fosse imprevedibile che decine di migliaia di persone, tutte insieme, abbiano bisogno di entrare, muoversi e — sorpresa — uscire.
E ogni volta oggi ci stupiamo: i consiglieri che fanno dichiarazioni roboanti, i Municipi inpotenti e inascoltati che si inalberano, i giornali che scriveranno con le nostre foto i commenti. E poi?!
Tutto uguale, tante questa Giunta è al
La vera domanda non è come sia stato il concerto (spoiler: Cremonini fa il suo lavoro), ma perché Milano continui a trattare eventi di questa scala come eventi straordinari invece che ordinari. Perché a furia di vendere la città come capitale europea degli eventi, poi bisogna anche esserlo quando si spengono le luci.
Altrimenti restiamo bravissimi a fare storytelling — un po’ meno a gestire il finale.






“Ho fatto un sopralluogo all’esterno dell’ippodromo La Maura, dove stasera ci sarà il primo concerto 2026 di questa stagione.
Nel parco è presente un erogatore di luce messo probabilmente dagli organizzatori. Funziona con il carburante.
È già acceso, inquinando l’aria circostante
Resterà acceso fino alle 24? No, non deve!!!
Ho già fatto la segnalazione alla polizia locale.
Ma chi organizza pensa di potere fare qualsiasi cosa?
E il tratto recintato se lo sono fatti loro o hanno avuto un permesso?”


“Carissimi, nel traffico caotico del concerto di questa sera via Ippodromo alle 20.10 è bloccata in un senso, credo senza preavviso, e non può essere imboccata da via Diomede. È necessario arrivare allo stadio per rincasare.
Il tutto perché si sta già transennando la via per domani. Pura follia. Non si poteva fare durante il concerto?
Cominciamo bene…”

“Carissimi,
Oltre a tutti i disagi per i residenti aggiungiamo i pendolari. Ieri alle 18.45 da via Patroclo a via Caldera 50 minuti di percorrenza. Non si trattava solo di spettatori, ma anche di innumerevoli pendolari stanchi…
Inconcepibile fare questi eventi in un’area inadeguata a tutti i livelli….“


Domanda semplice: perché non si ascolta mai chi vive questi quartieri?
Non è più un problema di imprevisti o di organizzazione che sfugge di mano. Qui il nodo è un altro: si va avanti lo stesso, sapendo già cosa succederà.
Si accetta il disordine come prezzo inevitabile, ma lo si fa scaricandolo sempre sugli stessi.
Eppure basterebbe poco: programmazione vera, coinvolgimento dei territori, scelte coerenti. Non rivoluzioni, ma buon senso.
Invece si continua a decidere altrove, lontano da chi subisce le conseguenze.
E così il risultato è sempre quello: quartieri sotto pressione, spazi pubblici compromessi, cittadini lasciati a gestire disagi che non hanno scelto.
La domanda quindi resta, e diventa ancora più pesante: perché si insiste a ignorare una realtà così evidente?
E purtroppo non ci riferiamo solo a chi può decidere, come la responsabile di tutto questo, vicesindaca Scavuzzo e la sua Giunta Sala ma anche a tutti quelli che si girano dall’altra parta, accettando in silenzio questa prevaricazione dell’interesse privato su quello pubblico: quanti sono i consiglieri che si sono levati ad una protesta? Quanti della maggioranza? Ma addirittura quanto dell’opposizione? Qui non si si tratta di schieramenti ma di far prevalere l’interesse pubblico di una organizzazione di mega concerti che non porta nulla, assolutamente nulla a Milano: ascoltate il parere pessimo dei partecipanti ai concerti-carnaio all’Ippodromo? Ascoltate i residenti, i cittadini, i negozianti, ascoltate la stessa Polizia Locale impotente. Quindi Scavuzzo perchè continua a perseverare?!
Basta retorica sulla sostenibilità se poi si tollera l’abuso sistematico dello spazio pubblico. Basta slogan sulla qualità della vita mentre interi quartieri vengono schiacciati da decisioni prese altrove.
Servono scelte serie, non scarichi di responsabilità. I cittadini non chiedono miracoli: chiedono rispetto, ascolto e soluzioni vere. E soprattutto di non essere più ignorati.
Perché qui non manca la voce dei cittadini. Manca la volontà di ascoltarla.

