
LA REALTÀ DIETRO GLI “80.000” DI CREMONINI A LA MAURA (Milano, 10/06/2026)
Mentre i giornali e i social celebrano il “successo trionfale” e il sold-out da 80.000 persone per il concerto di Cesare Cremonini di ieri sera, sento il dovere di raccontare la realtà di chi, come me e migliaia di altre persone, ha vissuto un’esperienza profondamente ingiusta e organizzata malissimo.
Quello che doveva essere un regalo speciale si è trasformato in un incubo logistico. Ecco la verità che non leggerete nei comunicati ufficiali:
Gestione folle degli ingressi: Traffico in tilt e parcheggi inesistenti. Ma la vera beffa è stata arrivare ai cancelli a concerto già iniziato da oltre un’ora (a causa dei blocchi) e vedersi costretti da una sicurezza rigida e cieca a fare a piedi l’intero perimetro esterno dell’ippodromo per entrare nell’imbuto del settore corretto. Zero flessibilità, zero buon senso per chi era già in ritardo.
Mappe ingannevoli all’acquisto: Al momento della vendita compri un biglietto basandoti solo su un colore (il Rosso). Nessuno ti dice che il “Posto Unico” ti confinerà a centinaia di metri dal palco, in una zona cieca.
Tagliati fuori dal concerto: Siamo finiti letteralmente posizionati dietro la linea dei bagni chimici, separati dal resto del pubblico da enormi blocchi di sicurezza vuoti. Risultato? Visuale totalmente azzerata e acustica imbarazzante, con la musica che arrivava lontana, impastata e coperta dal brusio.
L’esodo della disperazione: Non siamo stati gli unici. A metà concerto c’era una sfilata di persone che abbandonava l’ippodromo amareggiata, ripetendo la stessa cosa: “Non si vede e non si sente nulla”. Noi stessi siamo dovuti scappare a 4 canzoni dalla fine solo per evitare l’ennesimo blocco umano al deflusso.
Vendere biglietti a prezzo pieno per aree dove non è fisicamente possibile né vedere né sentire lo spettacolo è una mancanza di rispetto per il pubblico e per chi spende soldi per un regalo.
I computer dell’organizzazione sanno perfettamente quanti biglietti non sono entrati in tempo e quanta gente è rimasta fuori, ma fa più comodo sbandierare il record di incassi. Bellissima la musica di Cesare, ma l’Ippodromo La Maura per eventi di questa portata si conferma una location inadeguata e ostile per chi non ha il PIT.
Condivido questo sfogo perché è giusto che si sappia che ieri sera non erano “80.000 persone felici”. C’erano migliaia di paganti trattati come semplici numeri di serie.
Tutte le info sui concerti a La Maura! (video, foto, testimonianze)

