San Siro, la presentazione del 29 ottobre è solo marketing: dietro lo stadio c’è il 70% di speculazione immobiliare che impatterà sull’area per almeno 10 anni!
E’ necessario come sempre per trasparenza smontare l’esca mediatica che vede nella realtà una quota del 30% per lo Stadio vs una quota del 70% di nuove cementificazioni di cui la cittadinanza non sentiva certo il bisogno.

L’evento di presentazione programmato per il 29 ottobre presso il Castello Sforzesco — preceduto da inviti ufficiali diramati dall’agenzia di PR Karla Otto per conto dei presidenti Paolo Scaroni (AC Milan) e Giuseppe Marotta (FC Internazionale) a consiglieri comunali e autorità — viene contrabbandato come un’iniziativa volta al “contribuzione allo sviluppo del territorio”.
In realtà, la narrazione patinata incentrata sui rendering dei prestigiosi studi Foster + Partners e MANICA costituisce una sofisticata operazione di distrazione visiva.
La vetrina estetica dell’arena sportiva serve a celare la natura autentica dell’intervento: un colossal immobiliare e finanziario a destinazione prevalentemente commerciale.
TEMPI complessivi del progetto: l’inaugurazione dello stadio non coincide con la fine dei cantieri, che proseguirebbero per altri 4–5 anni fino al 2035
- Nuovo stadio operativo: circa 5 anni di lavori
- Intero progetto GFU San Siro: circa 10 anni


Sul fatto che lo stadio (che è il 30% del totale progetto) sia bello o brutto non ci entriamo minimamente ma sul restante 70% del territorio (oltre due terzi dell’area) dobbiamo essere chiari che subirebbe una massiccia cementificazione per la realizzazione di un quartiere terziario: torri direzionali, strutture alberghiere e un imponente centro commerciale non richiesto dal quartiere.
A questo quadro si aggiunge la criticità delle infrastrutture pubbliche accessorie, come la vicenda del Tunnel Patroclo: un’opera oggetto di un discutibile metodo di riclassificazione procedurale che ha la certezza che i costi di adeguamento viabilistico sono stati scaricati sui contribuenti milanesi per favorire i fondi privati. Questo è inaccettabile

Ed in ultimo un aspetto che coinvolge pesantemente il sindaco Sala. L’impatto della demolizione di San Siro che genera inquinanti respirabili per diverso tempo, rappresenta un pericolo grave per la popolazione , con un indice di vulnerabilità massimo per i soggetti fragili, in particolare anziani e bambini frequentanti i plessi scolastici della zona.
Questa gigantesca trasformazione edilizia viene valutata su basi autorizzative totalmente anacronistiche: la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) adottata dall’amministrazione si fonda su parametri e limiti normativi risalenti al 2010.
Tali soglie risultano ampiamente superate e incapaci di garantire il rispetto dei nuovi e più severi target sulla qualità dell’aria stabiliti dall’Unione Europea per il 2030.
Di fronte a un quadro di evidente rischio epidemiologico e normativo, il Coordinamento Parco Ovest chiama il Sindaco di Milano Giuseppe Sala all’esercizio inderogabile delle sue funzioni istituzionali. In qualità di Massima Autorità Sanitaria Locale , i poteri del Sindaco non costituiscono una concessione discrezionale, ma un preciso dovere costituzionale di tutela della salute pubblica , sancito dall’ Articolo 32 della Costituzione e dalle competenze imperative previste dal Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) .
Il Sindaco possiede il potere-dovere giuridico di sospendere e congelare immediatamente l’iter autorizzativo e urbanistico del progetto, bloccando qualsiasi passaggio procedurale finché non sia dimostrata la totale assenza di pericoli per i cittadini.

