Il vecchio Ippodromo del Trotto potrebbe diventare una grande area di verde pubblico. Capace di consolidare il sistema dei parchi milanesi. E di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente
di Alessandro Giungi, Consigliere comunale Gruppo PD, Presidente Commissione Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026
Il 26 marzo la Giunta comunale ha approvato gli indirizzi per la tutela ambientale e la salvaguardia a verde del compendio “La Maura-Trembore-Centro ippico Cottica”, nel quartiere ovest del Municipio 8: un’ottima notizia! Si tratta di un provvedimento con iniziative concrete e azioni legislative che gli operatori immobiliari di San Siro. Nel 2015 ha sostituito il vecchio ippodromo del Trotto. Si chiama “La Maura”, ed è uno dei due centri di allenamento di cavalli di Milano.
Per tutelare ambientalmente tale enorme spazio (di 170.000 mq), il Comune di Milano intende intervenire nel giudizio ancora pendente davanti al Tribunale di Milano tra due società private per la compravendita dell’area: l’eventuale sentenza costituirebbe, infatti, il momento rilevante per poter esercitare il diritto di prelazione dell’acquisto dell’area da parte del Comune.
La prelazione può essere effettuata in forza del fatto che La Maura è in gran parte tutelata da un vincolo paesaggistico. Il costo di eventuale operazione dovrebbe essere, in linea, di 20 milioni di euro per le casse di Palazzo Marino.
Nonostante il costo, la volontà dell’amministrazione comunale è acquisire tale polmone verde per garantire la tutela integrale, trasformandolo in un grande spazio naturalistico.
La Maura, ricompresa all’interno del Parco Agricolo Sud Milano, è fondamentale rilevanza dal punto di vista ambientale e paesaggistico: si tratta di uno dei pochi spazi a verde nella parte ovest della città.
L’eventuale acquisizione pubblica dell’area – in linea con le strategie di tutela del verde, di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici del Piano Aria e Clima, adottato in questa consigliatura – consentirebbe di consolidare e rafforzare il sistema dei parchi milanesi integrando la continuità fisica tra la Maura, Bosco in Città, Parco delle Cave e Parco di Trenno, contribuendo così a un consolidamento del verde pubblico come strumento urbano indispensabile per generare benefici ambientali, climatici e di benessere diffusi a tutta la città.
È importante sottolineare come, in questi anni, molti atti siano pervenuti al Consiglio comunale verso la Giunta, in particolare con le richieste di domande e risposte in merito alle destinazioni degli ordini del giorno, per poter mantenere il patrimonio comunale in una volontà e con forza. Come sempre chiesto che la Maura verde rimanesse inedificata anche nelle ipotesi di non sottoposta a vincolo paesaggistico e che si ponesse fine al suo utilizzo come area concerti estivi.
Gli alberi, i parchi, gli spazi verdi nei contesti urbani svolgono un ruolo determinante anche nella sicurezza del territorio in quanto mitigano gli effetti dei cambiamenti climatici, riducono, oltre all’inquinamento, anche l’effetto isole di calore, il rischio idraulico, i danni creati da fenomeni meteorologici intensi come tempeste e prolungati periodi di siccità.
In un periodo storico in cui sempre più città come Milano sono soggette a fenomeni meteorologici estremi, e i territori sono devastati da frane e alluvioni, la scelta del Comune di Milano di impegnarsi nell’acquisizione di un vasto area verde di trasformarla in un parco, collegato agli altri limiti, dimostra una visione assolutamente apprezzabile e condivisibile non solo in termini ambientali ma anche sociali, culturali e di protezione civile

Commento Coordinamento
La Maura “salvata”… ma a parole.
Il Comune scopre oggi quello che cittadini e comitati dicono da anni: serve più verde e meno cemento. Bene. Ma mentre si celebrano intenzioni virtuose, l’area resta nel limbo tra mercato immobiliare, concerti e promesse.
La verità?
Se davvero La Maura è strategica per clima, salute e qualità della vita, non basta “valutarla”: bisogna decidere e blindarla subito.
Perché a Milano il verde è sempre “fondamentale”… finché non arriva un’occasione di speculazione.

