di Luca Talotta
Milano si prepara a vivere un’altra estate di concerti. Una stagione che porterà in città centinaia di migliaia di spettatori tra lo stadio di San Siro, l’Ippodromo Snai e l’area della Maura. Una macchina organizzativa complessa, che coinvolge Comune, forze dell’ordine, ATM, organizzatori e operatori privati. Eppure, alla vigilia dell’ennesima estate musicale, una domanda continua a riaffacciarsi puntuale: sarà davvero sufficiente?
Perché il tema non è la musica. Non lo è mai stato. Milano è una città che ha bisogno di grandi eventi, che vive di cultura, spettacolo e attrattività internazionale. I concerti rappresentano un valore economico, turistico e sociale importante. Riempiono alberghi, ristoranti, mezzi pubblici e contribuiscono a rafforzare il ruolo della città nel panorama europeo dell’intrattenimento.
Il problema nasce quando la festa finisce e migliaia di persone si riversano contemporaneamente nelle strade di quartieri che, per conformazione urbanistica, non sono stati pensati per sostenere un impatto così massiccio e frequente.

