Il canto del cigno di San Siro alle Olimpiadi

Il mondo intero ha assistito alle cerimonia di apertura delle Olimpiadi non sapendo che si stavano svolgendo su uno stadio che la maggioranza politica milanese ha già condannato all’abbattimento. Chissà cosa penseranno se sapessero la verità! Sentite come il telegiornale descrive questo paradosso:


Eppure il nostro sindaco era in prima fila ad applaudire, con il “coltello” ancora sanguinante in mano. San Siro è stato dato per spacciato mille volte. Eppure eccolo lì: tirato a lucido per le Olimpiadi, pronto a ospitare capi di Stato, star e migliaia di spettatori. Non male per uno stadio che dovrebbe andare in pensione… tra qualche anno e molte polemiche. La Giunta ha dato su un piatto d’argento ai fondi la decisione: niente restyling, si costruisce un nuovo stadio a fianco e poi si butta giù il vecchio Siro .
Resteranno solo un pezzo di curva, un tratto di tribuna e un fazzoletto di prato. Come souvenir, praticamente.


E alla fine resta l’ennesimo paradosso milanese: per anni ci si è raccontati la favola della “continuità nella trasformazione”, salvo poi arrivare a fine mandato con la mano sul detonatore e l’altra a promettere discontinuità… dopo. Un modello amministrativo ormai collaudato: decidere oggi ciò che non si è avuto il coraggio di discutere ieri, e presentarsi domani come se niente fosse, pronti a ricominciare da capo. Nel frattempo, San Siro ironia della sorte, continua a funzionare più della politica che ha deciso il suo destino. Ma i milanesi siamo certi al momento opportuno non perderanno la memoria

INCONTRO PUBBLICO IN GAREGNANO

Come sempre grande partecipazione della cittadinanza all’assemblea organizzata sabato 31 gennaio da Comitati e Associazioni del Coordinamento Parco Ovest, dal titolo eloquente: “Milano cambia, se la cambiamo noi”.

L’obiettivo è costruire, in vista delle elezioni del prossimo anno, una serie di proposte e progetti su temi centrali per Milano, partendo da situazioni concrete locali: scelte urbanistiche, procedure edilizie e diritto alla casa, salvaguardia del territorio e dell’ambiente, difesa dello sport di base dal padel-business. Per ridare un ruolo di regia e di indirizzo delle scelte fondamentali per la città all’amministrazione comunale, anzichè ai fondi privati di investimento immobiliare e finanziario.

Abbiamo discusso di importanti vertenze aperte in merito alla destinazione delle aree sportive comunali di via Cilea 61 (nel Parco Sud) e del Campo Sportivo XXV Aprile, entrambe a rischio di “padelizzazione”; aggiornamenti sul futuro della Pista Maura (il 2026 sarà l’ultimo anno dei concerti, in numero ridotto) e sullo Stadio Meazza (la partita è più che mai aperta, come conferma la fretta dei club di iniziare i lavori il prima possibile…).

Abbiamo anche saputo in diretta che per il Campo Sportivo XXV Aprile ci sarà una commissione del Municipio 8 il giorno 11 febbraio: invitiamo i cittadini a seguire le prossime comunicazioni con i dettagli.

Alessandro Maggioni di Confcooperative ha poi puntualmente esposto una serie di proposte (da lui già illustrate in Senato) per ricondurre gli interventi di trasformazione immobiliare nell’alveo di procedure controllate e guidate dal pubblico, anzichè da autocertificazioni SCIA.

Durante l’assemblea non sono mancati gli interventi da parte dei cittadini, che hanno evidenziato ulteriori problematiche, dal taglio degli alberi in zona QT8 ai danni arrecati sul Monte Stella riconducibili alla festa dell’Inter e all’installazione del chiosco, la sparizione di alcuni arredi dalle aree gioco per bambini in zona, lavori urbanistici iniziati e poi sospesi che hanno trasformato aree cittadine in cantieri dei quali non si conosce il futuro (per esempio in zona villa Simonetta), l’esigenza di un cambio drastico di indirizzo per Milano che rimetta al centro l’interesse pubblico. Inoltre è emersa con urgenza la necessità che la raccolta dei pareri dei Municipi sulle trasformazioni urbanistiche (e non solo) abbia maggior peso e sia vincolante per l’iter di valutazione di nuovi progetti e pratiche impattanti sul territorio e sulla cittadinanza.

A un certo punto, verso fine assemblea, un abitante ha espresso perplessità su un intervento edilizio in corso in via Vergiate nel quale sono coinvolte anche cooperative. Nel giro di un’ora, Maggioni ha promosso un nuovo incontro pubblico a Bonola su questo progetto ed anche un sopralluogo aperto alla cittadinanza che verrà svolto proprio in via Vergiate, planimetrie e progetti alla mano. Comunicheremo a tutti quando e dove.

Quest’ultimo avvenimento rappresenta, involontariamente, un esempio significativo e molto utile sulla radicale differenza tra i fondi anonimi di investimento (oggi dominanti a Milano) che rispondono unicamente ai propri finanziatori anonimi, ed operatori locali la cui attività è profondamente legata al rapporto col territorio e con i suoi abitanti.

Molto bene. Andiamo avanti!

La prima assemblea del percorso ‘Milano cambia solo se la cambiamo noi!’ ha anche messo in luce alcune aree di miglioramento, ad esempio la gestione dei tempi degli interventi: nelle prossime assemblee stabiliremo dei tempi precisi da rispettare per consentire a più persone di prendere la parola!

Grazie a tutti per la partecipazione e alla prossima!