Quando si parla del futuro di San Siro, il dibattito si concentra quasi sempre sul nuovo stadio, sugli investimenti, sui tempi, sui costi, sulle volumetrie e sul futuro dell’area.
Ma c’è una domanda che dovrebbe venire prima di tutte le altre:
quali potrebbero essere gli effetti della demolizione sulla salute dei cittadini e sulla qualità dell’ambiente urbano? E chi si assume la responsabilità di averli valutati fino in fondo prima di decidere?
Non è una questione ideologica. È una questione di metodo e di responsabilità.

Prima si valutano i rischi. Poi si decide.
Nel mondo delle imprese un progetto complesso viene normalmente sottoposto ad analisi dei rischi: si valutano scenari, impatti, alternative e possibili misure di mitigazione.
Lo chiamiamo Risk Management.
Quando parliamo di ESG, invochiamo la responsabilità verso ambiente e stakeholder. Quando parliamo di governance, sosteniamo che le decisioni debbano essere assunte conoscendone rischi e conseguenze.
Perché una città dovrebbe pretendere meno?
Una trasformazione urbana delle dimensioni di quella prevista nell’area di San Siro non riguarda soltanto il destino di uno stadio. Coinvolge un territorio, quartieri densamente abitati e migliaia di cittadini.
Per questo riteniamo che le possibili conseguenze della demolizione sulla qualità dell’aria, sulle polveri, sul traffico generato dalle attività di cantiere e, più complessivamente, sulla salute pubblica debbano essere analizzate, comunicate e discusse con grande trasparenza.
Non dopo. Prima di assumere decisioni difficilmente reversibili.
La salute non può essere una variabile secondaria
Il Coordinamento Parco Ovest non vuole sostituirsi agli organismi tecnici e sanitari competenti.
Chiede qualcosa di molto più semplice: che sul tema della salute vengano poste domande precise e che a queste domande vengano date risposte altrettanto precise, documentate e comprensibili ai cittadini.
Quali rischi sono stati presi in considerazione?
Quali impatti sono stati misurati?
Quali scenari alternativi sono stati confrontati?
Quali misure di mitigazione sarebbero previste?
E soprattutto: le informazioni oggi disponibili sono sufficienti per assumere una decisione di questa portata?
Sono domande che non possono essere liquidate come un ostacolo al cambiamento. Al contrario, dovrebbero rappresentare una parte essenziale di qualsiasi processo decisionale serio.
Progresso non significa decidere più velocemente. Significa decidere meglio.
Sindaco, chi risponde della salute dei cittadini?
Ed è qui che il tema diventa inevitabilmente anche politico.
La domanda che rivolgiamo al Sindaco e alle istituzioni milanesi è semplice:
prima di procedere verso l’abbattimento di San Siro, chi garantisce ai cittadini che i possibili impatti sulla loro salute siano stati adeguatamente valutati?
Non intendiamo anticipare attribuzioni di responsabilità giuridiche, che appartengono alle norme e alle competenze dei diversi enti.
Poniamo invece una questione di responsabilità politica e istituzionale.
Perché davanti a una trasformazione di questa portata non dovrebbe bastare affermare che un determinato aspetto appartiene alla competenza di qualcun altro.
Le competenze amministrative possono essere distribuite. La responsabilità verso i cittadini non può semplicemente scomparire tra una competenza e l’altra.
E chi non possiede formalmente una determinata competenza può davvero limitarsi a guardare altrove?
Ascoltiamo chi studia questi fenomeni
Per questo abbiamo preparato una serie di brevi video con esperti, per portare nel dibattito un punto di vista che riteniamo debba ricevere molta più attenzione: quello degli effetti che una demolizione di queste dimensioni può potenzialmente produrre sull’ambiente urbano e sulla salute.
L’obiettivo non è creare allarmismo.
È esattamente il contrario: chiedere che i rischi vengano analizzati prima, affinché non sia necessario scoprirne le conseguenze dopo.
Invitiamo cittadini, amministratori, consiglieri comunali, tecnici, professionisti e rappresentanti delle istituzioni a guardarli e a porre le stesse domande.
Perché quando una decisione può incidere sull’ambiente nel quale le persone vivono, chiedere dati, valutazioni e garanzie non significa essere contro il futuro. Significa pretendere un futuro responsabile.
Prima la salute. Poi la decisione.
San Siro può essere oggetto di opinioni diverse. Si può discutere di conservazione, trasformazione, nuovo stadio, sviluppo e investimenti.
Ma sulla tutela della salute dei cittadini l’asticella non può abbassarsi.
Prima si valutano i rischi.
Prima si ascoltano gli esperti.
Prima si confrontano le alternative.
Prima si informano i cittadini.
Poi si decide.
Perché, alla fine, la domanda resta una:
Prima di demolire San Siro, chi si assume la responsabilità di dire ai milanesi che sulla loro salute è stato valutato davvero tutto ciò che doveva essere valutato?
SINDACO, PRIMA DI DEMOLIRE SAN SIRO: CHI GARANTISCE LA SALUTE DEI MILANESI?
Nel mondo delle aziende lo chiameremmo Risk Management: prima di approvare un progetto si analizzano rischi, impatti, scenari, alternative e possibili mitigazioni.
Nell’ESG lo chiamiamo responsabilità.
Nella governance, dovere di conoscere gli impatti prima di decidere.
Perché quando parliamo di una trasformazione enorme come San Siro dovremmo pretendere di meno?
Prima di una scelta così importante vogliamo sapere quali possibili effetti su ambiente, qualità dell’aria e salute dei cittadini siano stati valutati e con quali garanzie.

