Il giorno del giudizio per San Siro

L’udienza per i cinque i ricorsi pendenti contro il progetto di demolizione del Meazza e la vendita dell’area a Inter e Milan.
verranno esaminati insieme il 23 Giugno 2026, in un’unica udienza che si preannuncia decisiva.

L’udienza si terrà alle ore 12 al tribunale in via Corridoni 39

(fonte SalviamoSanSiro)
Leggi: Il caso San Siro esplode al TAR: Cittadini contro Comune e Club, verdetto il 23 giugno)
Il futuro di San Siro si gioca anche nelle aule del TAR.

(fonte MilanoQuotidiano: Il giorno del giudizio su San Siro (e su Milano) e (FONTE https://www.radiolombardia.it/2026/06/22/il-giorno-del-giudizio-su-san-siro-e-su-milano/)

Domani sarà un giorno decisivo per San Siro. Cinque sono i ricorsi pendenti di fronte al TAR. Sarà il giorno della verità, e vorrei dire: finalmente. Perché non è possibile che ogni volta che si fa, non si fa, si ipotizza o non si ipotizza qualcosa in Italia bisogna arrivare alle carte bollate, con tanto di scandalo pubblico, finché mesi dopo un giudice dice la sua, che poi è l’unica opinione che conta. Quindi, domani il giudice amministrativo deciderà se il contratto deve essere confermato, se la vendita è legittima, se la procedura è stata corretta, eccetera eccetera. E’ un passaggio importante, uno snodo importante. Sono i nodi che vengono al pettine.

Può andare in molti modi, domani. Ma delle due l’una: o il giudice dirà che il Comune ha fatto le cose per bene, e allora ci sarà sicuramente un ricorso al Consiglio di Stato, ma le squadre andranno avanti spedite. O il giudice dirà che il Comune non ha fatto le cose per bene, e allora si creerà una fase di confusione incredibile, apocalittica. Con i Verdi sulle barricate della maggioranza, ancora una volta, dopo i pro-Pal e tutto il resto. Io penso che sia un buon periodo, per Milano. Il periodo delle verità. La prima verità sull’urbanistica. La prima verità su San Siro. Purtroppo, sulla corruzione (la sentenza Torre Milano non riguarda fenomeni corruttivi) non c’è ancora nessun giudice in vista: sono stati chiesti 12 mesi in più per indagare. La fine delle indagini cade – per puro caso – proprio durante la campagna elettorale.

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