Succede anche questo ai concerti La Maura (1)

Questo episodio rappresenta in modo plastico una delle criticità più gravi legate alla gestione dei mega-concerti: l’impossibilità per i residenti di accedere tempestivamente alle cure sanitarie.


Caso emblematico di impatto sulla sicurezza pubblica


Una residente di via Sem Benelli, durante la serata del concerto, subisce una frattura al polso. Intorno alle 21.20 sale in auto per raggiungere autonomamente il pronto soccorso, ma si trova intrappolata per circa 50 minuti nel traffico e nelle strade congestionate dalle migliaia di persone in uscita dall’evento.


Di fronte all’impossibilità di muoversi, è costretta a rientrare a casa. La situazione appare talmente compromessa da indurla persino a non chiamare l’ambulanza nella convinzione che un mezzo di soccorso non sarebbe riuscito a raggiungerla in tempi ragionevoli a causa del caos presente sul territorio.


La cittadina trascorre quindi l’intera notte con il dolore di una frattura non trattata e riesce a recarsi in ospedale soltanto il giorno successivo, quando le viene diagnosticata la rottura del polso e vengono avviate le cure del caso.


La domanda è inevitabile:
Se una persona con un arto rotto non riesce a raggiungere il pronto soccorso e rinuncia perfino a chiedere l’intervento dell’ambulanza perché ritiene la viabilità paralizzata, dove sono le vie di emergenza e i corridoi di sicurezza che dovrebbero essere garantiti dai piani predisposti da Comune, Prefettura e dal tavolo di coordinamento?


Perché il problema non è il disagio o l’attesa di qualche minuto. Qui si parla di una cittadina che, a causa della congestione generata dall’evento, ha visto compromesso il proprio diritto all’accesso tempestivo alle cure.


I piani di safety e security vengono spesso presentati come garanzia assoluta della gestione degli eventi. Ma quando un residente con una frattura resta bloccato per quasi un’ora e rinuncia persino a chiamare i soccorsi, sorge una domanda di interesse pubblico che non può essere ignorata: il sistema ha davvero garantito la continuità dei percorsi di emergenza per chi vive nel quartiere?


Non serve attendere una tragedia per interrogarsi sull’efficacia delle misure adottate. Un caso come questo dovrebbe essere sufficiente per pretendere risposte chiare e verificabili.