Censi: “La prossima concessione costerà di più, ma la sicurezza non è negoziabile”

Dopo 7 anni di denunce di violenze, pericoli, degrado, abbandono e totale disinteresse, questa è la risposta dell’assessora Censi, “La prossima concessione costerà di più, ma la sicurezza non è negoziabile”

Ma vuol dire ancora una volta disinteressarsi del problema di oggi!
E’ adesso, subito che bisogna fare qualcosa subito, non solo pensare alla prossima concessione!

Ma dove vivono questi assessori che di fronte ai consiglieri danno risposte senza senso e contrarie all’interesse pubblico?

Da WIKIMilano

Allarme sicurezza alla Stazione di Lampugnano: l’assessora Censi promette una concessione più stringente entro fine 2026 – WikiMilano Desk

Allarme sicurezza alla Stazione di Lampugnano: l’assessora Censi promette una concessione più stringente entro fine 2026
La stazione di Lampugnano torna al centro del dibattito politico milanese. In Consiglio comunale, l’assessora alla Mobilità e Trasporti Arianna Censi ha risposto a una domanda a risposta immediata presentata dal consigliere del Partito Democratico Alessandro Giungi, che denunciava le condizioni di scarsa pulizia, i controlli insufficienti e il fenomeno delle persone che richiedono impropriamente biglietti usati agli utenti dell’hub. Al centro della questione anche il futuro della concessione affidata ad Autostazioni Milano srl, il cui contratto decennale con il Comune scadrà nel dicembre 2026.

Censi: “La prossima concessione costerà di più, ma la sicurezza non è negoziabile”
L’assessora ha assunto un impegno preciso in aula: la nuova concessione includerà clausole che attribuiranno ai concessionari una responsabilità diretta in materia di sicurezza. “Mi assumo l’impegno a stipulare una concessione che preveda sul tema della sicurezza una precisa responsabilità da parte dei concessionari di questa area. Significa che costerà di più? Che guadagneremo di meno? Non importa”, ha dichiarato Censi, definendo Lampugnano “uno degli hub più interessanti in Europa” per la convergenza di metropolitana, aree autostradali e terminal dei pullman.

L’assessora ha anche ricordato i tavoli già aperti sulla questione: “Ho fatto più volte incontri in prefettura. È necessario fare un intervento di riqualificazione dei luoghi”, citando il piano casa sull’area dell’ex PalaSharp come possibile occasione per intervenire strutturalmente. Sul fronte della metropolitana, ha precisato di aver già richiamato l’attenzione di ATM per un maggiore presidio della stazione M1, in risposta al fenomeno della compravendita informale di biglietti.

Giungi: “C’è stato uno stupro, voglio un presidio della Polizia locale”
La risposta del consigliere Giungi ha alzato il tono della discussione. Il dem ha ricordato che a Lampugnano “c’è stato di recente uno stupro” e ha rivendicato la necessità di un presidio fisico e continuativo della Polizia locale, non di misure episodiche. “C’è un problema di sicurezza reale, di persone che minacciano concretamente la sicurezza di altre persone. Ci sono fenomeni di scippi, furti, il servizio non è garantito come previsto dalla convenzione. Questo lo denunciamo da anni”, ha dichiarato, sottolineando come le segnalazioni politiche sull’hub siano rimaste inascoltate nel corso del tempo.

La scadenza della concessione a fine anno rappresenta ora il principale banco di prova per verificare se gli impegni assunti in aula si tradurranno in condizioni contrattuali effettivamente più vincolanti per il gestore.

https://www.milanotoday.it/politica/sicurezza-terminal-bus-lampugnano-2026.html

Sporcizia, furti, di recente perfino un episodio di violenza sessuale. Il terminal bus di Lampugnano non smette di essere un luogo profondamente insicuro. Da anni chi deve partire nelle ore notturne preferisce aspettare nell’androne di un palazzo vicino, in via Trenno. E l’assessora alla mobilità Arianna Censi, durante il consiglio comunale di lunedì 25 maggio, ha confermato, di fatto, che gli interventi effettuati finora non sono bastati a migliorare la sicurezza del luogo.

Tre competenze
È emerso nella replica dell’assessora alla domanda a risposta immediata presentata da Alessandro Giungi (Pd), che da anni, insieme a Enrico Fedrighini del gruppo misto, denuncia la situazione del terminal. L’assessora ha tracciato il quadro delle competenze: la stazione dei bus vera e propria è affidata al concessionario Autostazioni, che ne cura pulizia e sicurezza: la concessione decennale scade a dicembre 2026, e il Comune dovrà fare un bando per trovare un nuovo soggetto. Atm si occupa della stazione della metropolitana. Infine il Comune gestisce le aree restanti, porticati compresi.

Recinzione manomessa
Intorno al terminal, l’ex Palasharp (appena inserito nel piano straordinario per la casa accessibile) e un parco pubblico complicano la situazione sul fronte della sicurezza. Censi ha sottolineato che la recinzione installata dal Comune a ridosso del parco viene costantemente manomessa. Il concessionario del terminal, come ha riferito l’assessora, deve assicurare la videosorveglianza con telecamere e la sorveglianza non armata, ma non pare sia sufficiente.

I tentativi
“Abbiamo fatto più incontri in prefettura esortando tutte le forze a intervenire in maniera sinergica”, il commento di Censi, “perché se fai un intervento spot non basta. Metti la recinzione e viene abbattuta, pulisci e si sporca subito”. Per il resto, Atm è stata esortata alla vigilanza della stazione non fino a mezzanotte ma fino alla chiusura, e Amsa a intervenire con la pulizia più spesso. Il Comune sta intanto pensando di installare luci più efficaci sul piazzale della stazione della metropolitana, verso via Natta.

Più garanzie nel nuovo bando
Per il futuro, da parte dell’assessora, una speranza e una promessa. La speranza è che l’inserimento dell’ex Palasharp nel piano straordinario per la casa accessibile, con conseguente riqualificazione dell’area, giovi anche al terminal dei bus. La promessa è di scrivere il bando per la futura gestione in modo da prevedere più precise responsabilità per il vincitore. “Guadagneremo meno o costerà di più, non importa”, ha detto Censi: “I costi sociali e anche di immagine sono troppo grandi. Lampugnano ha la stazione della metropolitana, un grande parcheggio ed è una ‘base’ di servizio pullman molto interessante. Il nostro impegno è intervenire sul bando in scadenza, anche con i suggerimenti del consiglio comunale”.

Milioni di passeggeri
“Se il prefetto non manda le forze dell’ordine, chiedo un presidio della polizia locale”, ha replicato Giungi: “Immagino che prenderemo provvedimenti anche con l’avvocatura comunale, visto che il servizio, come denunciamo da anni, non è garantito come da concessione. Vogliamo che quel luogo, dove passano milioni di persone ogni anno, sia messo in sicurezza e sia reso un posto pulito”.