Nuovo stadio, il caso del tunnel Patroclo: “Il piano di Milan e Inter per spostarlo rischia di paralizzare la viabilità”

Nuovo stadio, il caso del tunnel Patroclo: “Il piano di Milan e Inter per spostarlo rischia di paralizzare la viabilità” di GIAMBATTISTA ANASTASIO (da Il Giorno)

Il progetto di spostamento del tunnel di via Patroclo, così come concepito e proposto da Milan e Inter, rischia di provocare una paralisi della viabilità, non è supportato da analisi trasportistiche adeguate e pone un problema relativo all’inquadramento giuridico che il nuovo tunnel dovrà avere una volta finiti i lavori ed entrato in servizio. Tre criticità evidenziate dalla Direzione Mobilità e dalla Direzione Infrastrutture e Spazio Pubblico del Comune, come si può leggere in due documenti: il verbale della Conferenza dei Servizi Preliminare e il parere reso dalle medesime Direzioni.

Tre criticità che riguardano, meglio ricordarlo, un pezzo non secondario di quel piano che contempla la già avvenuta cessione a Milan e Inter dello stadio di San Siro e dell’area immediatamente a ridosso per la successiva realizzazione, da parte degli stessi club, di un nuovo stadio corredato da attività commerciali e ricettive. In questo ambito lo spostamento del tunnel Patroclo è opera sensibile perché considerata prioritaria, da farsi subito, e perché avverrà a scomputo oneri di urbanizzazione, per un importo di 70-80 milioni. Tre criticità però non sufficienti affinché le due Direzioni di Palazzo Marino dessero un parere negativo o quantomeno rimandessero ogni giudizio, come hanno fatto altre istituzioni, tra le quali ARPA e ATS di Milano.

Il tunnel
Nel dettaglio, il tunnel Patroclo ha due corsie per senso di marcia ed è stato pensato per il cosidetto traffico di attraversamento, cioè, in estrema sintesi, per i veicoli che non sono diretti allo stadio ma devono transitare da quella zona. Domani lo scenario sarà diverso: il tunnel avrà di fatto una sola corsia per senso di marcia perché l’altra servirà, invece, ad entrare e ad uscire dai parcheggi sotterranei del nuovo stadio e delle attività commerciali e ricettive che vi sorgeranno intorno. Detto altrimenti, il tunnel a differenza di oggi, sarà percorso anche da chi è diretto allo stadio, nei giorni in cui ci sono le partite, e ai vari centri commerciali o ricettivi in tutti i giorni della settimana. E si prevede quindi di corredarlo con una nuova rotonda. Questa la proposta dei club.

Nel verbale della Conferenza dei Servizi Preliminare, al punto relativo al “parere unico per la Direzione Mobilità e Direzione Infrastrutture e Spazio Pubblico”, allora, si legge: “Si sottolinea l’importanza di integrare, nella successiva fase progettuale, uno studio del traffico approfondito e dettagliato dei flussi di traffico, con il supporto di dati numerici e analisi quantitative, per poter rappresentare accuratamente la dinamica dei movimenti e l’impatto sui servizi, includendo anche il sistema della sosta e la mobilità, anche pedonale (…). In sostanza – si noti – si evidenzia come una valutazione precisa e basata su dati oggettivi sia fondamentale per giustificare le scelte progettuali, garantendo al contempo la sostenibilità e l’efficacia dell’intervento”.

Il parere 

Un concetto ribadito e anzi rafforzato nel parere unico rilasciato dalle due Direzioni: “Nella proposta la via Patroclo non ci configura più come itinerario di attraversamento in quanto il progetto la porta a coinvolgere sulla rotatoria prevista davanti al nuovo stadio. Tale previsione comporta che tutti i flussi sia di attraversamento sia destinati alle funzioni dell’area analizzata insistano sulla rotatoria con – si noti – rischio di paralisi della viabilità. Potrebbe essere utile conservare la funzione di attraversamento di via Patroclo, mantenendo i flussi separati come oggi”.

La traduzione di queste ultime righe pare essere una sola: meglio lasciar perdere il progetto dei club, ai quali invece interessa molto l’accesso dal tunnel ai sotterranei dello stadio. Ma c’è di più, viene rivelata “un’insufficienza della dotazione di spazi pedonali” e anche in questo si mette nero su bianco che “è necessario integrare la documentazione da appronfondite analisi dei flussi pedonali”. Quindi la terza criticità sollevata dalle Direzioni: “È da verificare la classificazione assegnata alla nuova strada sotterranea e la sua rispondenza alla normativa vigente”. Detto altrimenti: che classificazione deve avere una strada realizzata da privati, a scomputo oneri, che serve uno stadio privato ma ha evidenti ricadute sulla viabilità pubblica? Di fronte a questo quadro, le Direzioni di Palazzo Marino hanno dato parere favorevole, ma condizionato. Altri enti, relativamente alle rispettive competenze, han deciso diversamente. ARPA si è limitata alla “presa d’atto”, ATS Milano si è riservata di esprimersi quanto ci sarà materiale.

L’interrogazione in Consiglio Comunale

Il caso del tunnel Patroclo è del parere delle Direzioni comunali è al centro di un’interrogazione depositata in Consiglio comunale che ha come primo firmatario Enrico Fedrighini, consigliere del Gruppo Misto: “Chiediamo di sapere se il parere favorevole condizionato espresso dalla Direzione Mobilità risulti ammissibile e conciliabile con le significative lacune istruttorie pubblicamente evidenziate nel medesimo parere. Si capisce perfettamente quale sia l’interesse dei club a mandare in porto questo progetto così com’è, mentre non si capisce quale sia l’interesse del Comune – sottolinea Fedrighini –. E questa è una costante dell’operazione San Siro. Ricordo che, attraverso il meccanismo dello scomputo oneri, Citylife investì 15 milioni di euro nella realizzazione delle fermate della Metropolitana 5, qui invece si parla di 70-80 milioni per spostare un tunnel che funziona senza che sia ancora emerso un solo vantaggio per la città”.

 mail giambattista.anastasio@ilgiorno.it