Vasco polemizza con il Coordinamento sui concerti (2024)

Anche Vasco insieme al sindaco Sala fecero polemica sulle proteste dei cittadini in merito all’impatto di 32 concerti in 60 giorni senza praticamente pause all’Ippodromo e san Siro.

Ovvio che nessuno dei due vive nei territori dove si riversano le 30mila auto che la coordinatrice dei concerti milanesi @annascavuzzo autorizza dal 2023!

I concerti si gestiscono NON si subiscono, sarebb e questo il piccolo segreto che renderebbe questi eventi non solo un business per privati ma anche una opportunità per Milano.

Ma proprio non ce la fanno!

La guerra dei concerti a San Siro, i residenti rispondono a Vasco: “Ci piace il rock, ma non il caos”

“E pensare che fino a venerdì ero un grande fan di Vasco Rossi. E, nonostante la delusione per il suo attacco ai residenti del quartiere, continuerò a esserlo”. Sorride Massimiliano Favoti, portavoce del Coordinamento Tutela Cintura Urbana di Milano-Parco Ovest. E racconta: “Il mio balcone è a cento metri dall’ippodromo La Maura. Quando Vasco suonò lì il 24 maggio 2022 – primo concerto in quello spazio – mi sono goduto la musica, sì, ma il quartiere era nel caos: traffico bloccato, auto sui prati, sporcizia dovunque. È per questo che, dopo gli attacchi nei nostri confronti da parte di Vasco su Instagram, abbiamo fatto anche noi un post invitando il rocker a venire il prossimo 29 maggio a vedere i Metallica che si esibiranno alla Maura. Il Komandante si renda conto di persona della situazione nel quartiere quando ci sono eventi con migliaia di persone. Così capirà meglio la nostra protesta sulle regole fissate dalla Giunta comunale per i concerti estivi nei tre impianti dell’area di San Siro: lo stadio Meazza, la Maura e l’ippodromo Snai San Siro. Ma mi faccia precisare una cosa”.

“Noi del Coordinamento siamo assolutamente a favore della musica e dei concerti. Noi vogliamo solamente che siano regolamentati e gestiti nel migliore dei modi e che rappresentino un beneficio per tutti, non solo per gli organizzatori e i fan. I residenti dei quartieri Gallaratese, San Siro e Bonola sono assediati per tantissimi giorni durante l’estate, quest’anno dal 29 maggio fino a settembre. La Giunta comunale non rispetta neanche ciò che ha scritto nella delibera che dovrebbe regolamentare gli spettacoli nell’area del Meazza e dei due ippodromi. Regole che prevedono due giorni di pausa tra un evento e l’altro – pause che tra giugno e luglio non ci sono – e la non sovrapposizione di concerti nelle tre strutture: segnaliamo invece che il 30 giugno è già prevista la sovrapposizione dei concerti di Max Pezzali al Meazza e Tedua all’ippodromo Snai di San Siro”.

La delibera, però, parla di un limite massimo di spettatori nei tre impianti nella stessa giornata: 78.500.

“E vuole che con due concerti del genere quel limite non verrà superato? La Giunta avrebbe dovuto vietare due show nella stessa data. Invece non l’ha fatto. Palazzo Marino, inoltre, ci aveva promesso l’avvio di una Zona a traffico limitato nell’area di San Siro per regolamentare il traffico durante partite e concerti. Le telecamere sono montate da anni, ma la Ztl non è ancora partita, è in ritardo”.

Resta un dato di fatto: per adesso sono programmati solo due concerti alla Maura la prossima estate. I già citati Metallica il 29 maggio e i Green Day il 16 giugno. Due concerti in 365 giorni. Non sembra un dramma.

“Ma in tutta l’area degli ippodromo e dello stadio, tre impianti vicini tra loro, sono già 29 i concerti fissati e potrebbero salire fino a 34, il numero limite fissato dal Comune. Tanti, troppi. Lo scorso novembre il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che chiede alla Giunta Sala di rivedere queste regole, ma per ora non è stato fatto niente. Anzi, il sindaco venerdì ha detto che i concerti sono confermati e che in una città internazionale 29 concerti nell’area San Siro vanno bene”.

È per questo motivo che avete preannunciato un ricorso al Tar? Lo presenterete a breve?

“Sì, se il Comune non darà risposte alle nostre richieste e non rispetterà quanto indicato nella delibera di Giunta e nell’odg approvato dal Consiglio. Il 1° febbraio alle 20.45 si svolgerà un’assemblea pubblica alla Polisportiva Garegnano vicino alla Maura. In quella sede decideremo insieme ai residenti del quartiere il da farsi. Se entro quella data non avremo avuto riscontri da Palazzo Marino, probabilmente procederemo con il ricorso al Tar”. L’ultimatum è fissato.

Concerti a San Siro, Vasco Rossi in campo contro i residenti anti-show: “Siamo l’unico Paese dove si pensa che gli spettacoli siano troppi”

Vasco Rossi scende in campo contro i residenti della zona di San Siro pronti a presentare un ricorso al Tar contro il Comune di Milano perché a loro modo di vedere i 29 concerti finora programmati la prossima estate nei tre impianti dell’area – lo stadio Meazza, l’ippodromo La Maura e l’ippodromo Snai San Siro – sarebbero troppi.

Le storie su Ig

Il rocker – recordman di presenze nella Scala del calcio con 29 concerti dal 1990 al 2019, atteso a giugno per altre sette date nello stadio di Milano – prende posizione con due “stories” sul suo profilo Instagram in cui mostra l’articolo del “Giorno” che martedì ha svelato che i cittadini del Coordinamento per la tutela del verde cintura urbana Milano-Parco Ovest hanno scritto all’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi paventando un ricorso al Tribunale amministrativo regionale («Ormai siamo pronti alle via legali e ad azioni di mobilitazione e protesta che non avremmo mai voluto fare ma la misura è colma»). Vasco non ci sta e nelle storie su Instagram commenta polemico, con un pizzico di ironia e sarcasmo: “Eccoci qua. Allora l’Italia è l’unico Paese al mondo – Milano più che altro – dove si pensa che gli spettacoli siano troppi. Quindi bisogna farne meno, perché altrimenti ci si diverte troppo. Bisogna eliminare gli spettacoli”.

Non solo. Nella prima storia del Blasco compare la scritta “Bisogna restare a casa a piangere davanti al telegiornale” e nella seconda la rockstar compare in una vecchia esibizione al Meazza mentre dice al pubblico “Finalmente a San Siro… Sssss… Piano piano piano…” facendo il gesto di stare in silenzio con un dito.

I precedenti

Sì, perché non è la prima volta che il Komandante polemizza con i cittadini che si schierano contro i concerti, per il troppo rumore o per il troppo traffico che gli spettacoli provocherebbero nell’area di San Siro. Lo scontro più duro si è registrato prima dei due concerti della rockstar al Meazza il 21 e 22 giugno 2007. Vasco, in risposta ai residenti che avevano presentato un esposto in Procura per il livello di decibel troppo alto chiesto dall’artista, disse a “Striscia la Notizia” che «la musica non è rumore. I concerti li facciamo lo stesso». Così fu e sugli spalti di San Siro comparve lo striscione “Basta poco per farli inkazzare. Alza il volume e faccia cantare”. Ancora polemiche dopo i quattro concerti a San Siro del giugno 2011. Anche in quel caso Vasco non fu tenero con i residenti anti-concerti: «Sono quattro sfigati, per non dire di più. Come si fa a impedire la musica?».

Siamo nel 2024 e ci risiamo. Vasco scende di nuovo in campo in nome del rock. Le sette date a San Siro – 7, 8, 11, 12, 15, 19 e 20 giugno – sono già tutte sold out e faranno registrare un nuovo record al “Re di San Siro”: nessun artista, prima di lui, era riuscito a esibirsi per sette volte in una sola estate nella Scala del calcio. E con i sette show del prossimo giugno, il Komandante raggiungerà quota 36 concerti al Meazza, oltre allo show alla Maura del 24 maggio 2022. Inarrivabile.

Le regole

Tornando alle regole per i concerti, qualche mese fa la Giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Sala ha fissato il seguente limite per i concerti nei tre sopracitati impianti nell’area di San Siro: 34 spettacoli al massimo nel 2024. Per ora le date programmate sono 29: 19 allo stadio Meazza (il limite è proprio 19), 10 all’ippodromo La Maura (finora fissate due date) e 8 all’ippodromo Snai San Siro (il limite è proprio 8). Nel calendario attuale, la prossima estate, non ci saranno mai due concerti lo stesso giorno, uno dei vincoli fissati da Palazzo Marino per concedere gli impianti nell’area di San Siro.

Che cos’è successo tra Vasco, Sala e i residenti sui concerti a San Siro

riscoppiata la polemica sui concerti estivi a Milano nell’area di San Siro, tra ippodromi e stadio. E questa volta ha coinvolto anche Vasco Rossi, che nell’estate del 2024 si esibirà a San Siro per ben sette serate. Il ‘Blasco’ ha criticato su Instagram le lamentele degli abitanti della zona, affermando tra l’altro che Milano sarebbe l’unico posto al mondo “dove si pensa che gli spettacoli siano troppi”. I residenti hanno minacciato un ricorso, ritenendo che il calendario finora prefissato non stia rispettando le regole che la giunta comunale ha fissato di recente. Ma il sindaco Beppe Sala, almeno al momento, non sembra voler ascoltare le lamentele.

Partiamo allora dall’inizio. Una delibera comunale ha fissato a 34 il numero massimo di eventi da tenersi, in estate, tra lo stadio e i due ippodromi. 34 è anche il numero raggiunto l’anno scorso. Finora gli eventi fissati sono 19 allo stadio, 2 alla Maura e 8 al Galoppo, per un totale di 29, ma già in questo modo, secondo il Coordinamento tutela cintura urbana di Milano-Parco Ovest, le regole della delibera non vengono rispettate: in particolare non vi sarebbero 2 giorni di pausa tra un evento e l’altro e, soprattutto, il 30 giugno si terranno 2 concerti, quello di Pezzali allo stadio e quello di Tedua al Galoppo: sarà impossibile rispettare i 78.500 spettatori fissati dalla delibera per una stessa serata.


Che cos’è successo tra Vasco, Sala e i residenti sui concerti a San Siro
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