Milano, “interesse pubblico” o alibi? Petizione contro la giunta, il confronto con Parigi e Berlino

A Milano basta una delibera, una formula ben confezionata, e anche l’improbabile diventa “INTERESSE PUBBLICO”. È successo ancora.

Dai  prati del Parco Sud  alla storia dell’atletica al XXV Aprile, il filo rosso è lo stesso: chiamare riqualificazione ciò che riduce verde, memoria e accessibilità pubblica significa tradire l’interesse collettivo.

Il Campo Sportivo XXV Aprile, un luogo che per decenni ha significato atletica, accesso, sport di base e che viene riscritto con un tratto di penna: via la sua identità, spazio a tennis, padel, pickleball.
Più che un progetto sportivo, una riconversione commerciale travestita da politica pubblica.
Il gioco sull’ “INTERESSE PUBBLICO” per XXV Aprile votato dal Consiglio il 09 Marzo in 6 punti separati anche questa volta e riuscito. La Giunta ha infatti respinto la proposta in cui  “L’interesse pubblico sia ravvisato solo nelle proposte che prevedano la conservazione dell’edificio che contiene la pista da atletica indoor di 60 metri…”  ma questa volta, ha visto una convergenza quasi totale sulla tutela della disciplina regina, pur segnando alcuni distinguo significativi su strutture indoor e nuovi insediamenti. In particolare la giunta è stata sconfitta sul divieto di realizzare campi di qualsiasi sport “in prossimità” della pista di atletica (Vedi Progetto di Padelizzazione originale): nonostante il parere negativo dell’assessora allo sport Martina Riva dove l’aula ha votato a favore.


Tradotto: mentre si proclama la centralità dell’interesse pubblico, lo si piega a seconda delle convenienze. E quando l’aula prova a fissare un limite concreto, è la stessa Giunta a mostrare tutta l’ambiguità di un concetto usato più per negoziare al ribasso che per difendere davvero il bene comune.

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