Green a parole, cemento nei fatti: Milano tradisce il C40 (…ma Il Coordinamento scrive al direttore del C40!)

Condividiamo con tutti voi che il Coordinamento ha chiesto al Direttore Esecutivo di C40 Cities, evento a cui il nostro sindaco Sala sta partecipando, di vigilare sul rispetto concreto degli impegni ambientali (anche a livello locale!): ci chiediamo infatti come si possa predicare sostenibilità globale e poi promuovere consumo di suolo, cemento e disuguaglianze locali. 


Se Milano ignora gli obiettivi C40, non è solo Sala a perdere credibilità — ma l’intera rete internazionale.

Vi alleghiamo la email inviata al Direttore Esecutivo di “C40 Cities” che stiamo pubblicando sui nostri canali e diffondendo alla stampa (condividete anche voi!) e il link al pdf che contiene anche la traduzione in italiano della comunicazione:  https://drive.google.com/file/d/16XwqDiju6M8lbQfm2SAsjC-Rc7goKwXG/view?usp=sharing

A completamento vi riportiamo anche il link all’evento C40: https://www.c40.org/events/c40-world-mayors-summit-2025/


Subject: Request of compliance with the objectives announced at C40 World Majors Summit

Rappresentiamo un gran numero di cittadini che vivono a Milano e che operano in stretta collaborazione con comitati locali e associazioni ambientaliste, con le quali siamo allineati nella difesa del nostro territorio contro il consumo di suolo e l’inquinamento ambientale.

Crediamo fermamente sia importante intraprendere azioni finalizzate a ottenere politiche urbane che abbiano al centro la sostenibilità e un ambiente inclusivo per tutti.

Sosteniamo la visione che le città parte della rete C40 dovrebbero promuovere: collaborare per costruire un futuro più sostenibile, resiliente ed equo, attuando azioni per ridurre le emissioni di gas serra e migliorare il benessere dei cittadini, ecc.

La nostra città, Milano, è membro della rete C40 dal 2009, insieme ad altre città molto importanti.

Il nostro Sindaco, Giuseppe Sala, è Vice Presidente C40 per l’Europa, presiede il Gruppo di Lavoro dei Sindaci sulla Ripresa Verde e Giusta e in questi giorni sta partecipando al C40 World Mayors Summit 2025 a Rio de Janeiro.

Abbiamo visto i momenti salienti del Giorno 1 in cui “Milano sta espandendo la sua Zona a Bassa Emissione”.

Sfortunatamente, se approfondiamo cosa sta succedendo a Milano, dobbiamo menzionare che ci sono iniziative e interventi pianificati che contraddicono apertamente azioni, obiettivi e scopi relativi alla riduzione del consumo di suolo e delle emissioni di gas.

Esiste anche il rischio — per la prima volta in una città europea, Milano — di utilizzare ‘compensazioni di carbonio’ per compensare l’ingente impatto ambientale locale generato dai progetti di riqualificazione urbana per il Nuovo Stadio San Siro e la cosiddetta ‘rigenerazione’ del quartiere di San Siro.


Milano mostra alti livelli di consumo di suolo (il 75% del territorio è urbanizzato, con picchi superiori all’80%), che corrispondono a uno dei peggiori livelli di qualità dell’aria in Europa. Uno studio scientifico recente condotto dall’Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano, pubblicato nella rivista “Epidemiologia e Prevenzione”, ha documentato che ogni anno a Milano si registrano 1.600 morti.

Il progetto del nuovo Stadio San Siro peggiorerebbe significativamente questa situazione; è prevista:

– la demolizione dello stadio di calcio ‘Giuseppe Meazza’ (una struttura completamente funzionante, classificata dalla UEFA come ‘Euro4’ — il massimo standard)

– la costruzione di un nuovo stadio all’interno di un parco pubblico, il Parco dei Capitani, e lo sviluppo di un enorme distretto commerciale e d’affari adiacente.

La ragione dietro questo progetto, scegliere di demolire e ricostruire consumando terreno verde invece di ristrutturare l’impianto sportivo esistente, è semplice: demolendo lo stadio e costruendone uno nuovo, una legge italiana (‘legge stadi’) consente alle imprese edili private di realizzare un grande nuovo polo commerciale e di affari come compensazione per l’investimento.

Questa opportunità di business è, in effetti, la vera forza motrice di tutto il progetto.

Oltre ad asfaltare il Parco dei Capitani, demolire e ricostruire uno stadio perfettamente sicuro e funzionale genererebbe, come certificato dal Professor Paolo Pileri, docente di Pianificazione Territoriale al Politecnico di Milano, 210.500 tonnellate di emissioni equivalenti di CO₂. Compensare tale quantità richiederebbe oltre 210 ettari di terreno urbano da convertire in foresta!

Questo progetto è quindi insostenibile sia dal punto di vista ambientale che urbanistico, poiché non può essere mitigato o compensato come tipicamente avviene nei progetti di riqualificazione urbana.

Per questo le chiediamo gentilmente, in qualità di Direttore Esecutivo di C40 Cities, di monitorare e pretendere dal rispetto da parte dei sindaci degli obiettivi annunciati a C40 che non possono essere smentiti così spudoratamente dalle scelte fatte e dalle azioni intraprese, in contraddizione con i principi di C40: anche la credibilità e la reputazione della rete C40 è purtroppo a rischio.

Per ulteriori informazioni sulla situazione della città di Milano, alleghiamo un’immagine satellitare dell’inquinamento atmosferico nell’area milanese e un articolo del più letto quotidiano italiano, il “Corriere della Sera”, che riporta la ricerca “Arpa-Asl” sulla mortalità causata dall’inquinamento a Milano: ogni anno 1.600 persone muoiono a causa del particolato fine.
Siamo a disposizione per fornirti qualsiasi dettaglio aggiuntivo di cui potresti aver bisogno. Grazie in anticipo per la collaborazione

Caterina Carati, Massimiliano Favoti

portavoce “Coordinamento per la Tutela del Verde Cintura Urbana di Milano Parco Ovest”